Con entusiasmo, passione, e un po’ di “sana follia”, affrontiamo una nuova avventura editoriale tenendo a battesimo “Blu. La rivista”. Si sa, sono tempi non facili e non propizi per i media e per la carta stampata, ma a ben vedere si sta pure facendo spazio con altrettanta evidenza l’esigenza di un’informazione approfondita, meditata, equilibrata, non rumorosa né “gridata” con la scusa di sovrastare il costante rumore di fondo, la confusione regnante, la travolgente quotidianità. C’è ancora, infatti, necessità di una lettura che abbia i suoi tempi, le sue pause, i suoi spazi. E anche la sua “bellezza” fatta pure di fotografie, illustrazioni, grafica di qualità, e di proporzioni e armonia, oltre che di contenuti.
La carta stampata è morta? Evviva la carta stampata! Quella che, intanto, dà modo a chi la fa di esser soddisfatto del proprio lavoro, e anche di come ha “confezionato” le notizie. E non solo per il “detto”. Ma anche per il “raccontato”. Per un bell’articolo. Ma anche per un bel titolo, un sommario, un occhiello, un “box”. E per quanto si è riusciti ad offrire in termini di informazione, e pure di “narrazione”.
Con “Blu” cercheremo allora di focalizzare il nostro “miglior presente”, provando a rintracciare il riflesso che in esso c’è del passato e i segnali più o meno precisi del futuro, in una contemporaneità che, alla fine, non dimentichiamolo, non è che una chiassosa e vasta fabbrica di rimescolamento delle carte. Un tavolo da gioco, con attori incanutiti che recitano a fare gli esordienti. E con quelli più furbi, pronti a prendere la scena.
“Il mondo sotto la superficie” è il nostro chiaro sottotitolo che sta evidentemente a significare volontà, desiderio, orientamento, impegno a mettercela tutta nel fare informazione di qualità: utile, rivelatrice, avvincente. E però, sempre “pacifica” e misurata, con i toni giusti, scevra da compromessi e lontana dai potentati di turno, dalle ideologie, dagli orientamenti faziosi.
Cercheremo, perciò, di essere “onesti cronisti”. Narratori di fatti. Storiografi civili, per nulla influenzati dalla patologia dello scoop, quanto invece vaccinati e immuni dal desiderio di stupire ad ogni costo.
Ancora due parole sul perché del titolo. Blu è, intanto, il tono del cielo notturno quando è chiaro e sereno. È quello delle grandi distese d’acqua. È il colore primario nella pittura. Nell’antico Egitto, opposto al rosso, era considerato il colore dell’introspezione e dell’infinito. E anche la tinta della pelle del dio dell’aria, Amon. Da un’analisi sociologica è emerso che è il colore preferito da più della metà della popolazione occidentale. È poi il colore della fedeltà, che designa un rapporto stabile e privo di tensioni, caratterizzato da sentimenti profondi. È, quindi, la tinta della freddezza, della calma, del silenzio, della pace, della lealtà e dell’equilibrio, anche simbolo di spiritualità, tranquillità, sensibilità e mistero. Nella musica, definisce una condizione malinconica. Nel Cristianesimo, è il colore della vergine Maria. E ancora, in cromoterapia è considerato utile per il suo effetto altamente calmante. Rallenta, infatti, la frequenza del battito cardiaco e la respirazione, e abbassa la pressione sanguigna, tendendo a rilassare il corpo e allontanare il senso di ansia. È, perciò, indicato come il colore rilassante per antonomasia: essendo freddo e astringente, induce ad una forte concentrazione mentale, distende il sistema nervoso, allevia l’ansia, è considerato un grande purificatore del sangue e ha una spiccata azione sulla mente.
Nelle tavole anatomiche, in medicina, per convenzione il blu indica le vene, cioè i vasi che si dirigono verso il cuore. Per quanto prima descritto, e per quest’ultima importante indicazione, allora il Blu è per noi una riassuntiva e magnifica metafora: sotto la pelle\superficie, il sangue\flusso di informazione che va fino al petto. Perciò, auguri di successo, di “salute” e di buona e lunga vita a “Blu”!
